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Rassegna stampa

Su Gioia la recensione di Semina il vento. Leggi

Farian Sabahi intervista Alessandro Perissniotto su Vanity Fair (20/04/2011). Leggi

Alessandro Perissinotto fotografato da Francesco Galli assieme a Gildo per la mostra Privacy. Ritratti segreti. (Courmayeur 7 dicembre 2010 - 31 gennaio 2011). Scopri chi è Gildo su Sette del 2 dicembre 2010

Per vendetta su Stilos, Giugno 2010. Leggi

Con Luca Crovi e i Lou Dalfin a Tutti i colori del giallo su RadioDue per parlare di Per vendetta e per festeggiare il 25 aprile. Ascolta la registrazione

Intervista per Roma Noir 2010 con Gianrico Carofiglio - guarda il video

Per vendetta su Il Mucchio - leggi l'intervista

Per vendetta su Per un pugno di libri - Rai 3vedi il video (dal min. 13 al min. 15)


 

Per vendetta

Dopo sette polizieschi, ho deciso di abbandonare le trame gialle perché sentivo di dover raccontare una storia che sfugge alle logiche dell'investigazione e attinge profondamente alla realtà, una storia sulle ferite che la violenza lascia aperte nelle vittime e che nessun perdono può guarire.  I fatti si svolgono nell'Argentina dei nostri giorni, ma le ferite sono quelle lasciate dalla dittatura militare. Come i precendenti, anche questo romanzo è attraversato da una continua ricerca della verità, ma non ci sarà più un detective, non ci saranno crimini da svelare, perché i crimini della dittatura li ha già svelati la Storia; tutto ciò che i protagonisti dovranno fare sarà sanare quelle ferite, nel modo più crudele, sfiorando il confine con la follia.

Sono certo che coloro che hanno amato i miei gialli, leggerano con piacere anche questo nuovo romanzo, che del giallo conserva il ritmo e l'intrigo, ma che punta in modo più netto verso un obiettivo di denuncia. Nei libri precedenti, io ho inventato vicende verosimili, ma la tragedia argentina (così come i suoi  protagonisti, da Licio Gelli a Paolo VI, dal nunzio apostolico Pio Laghi al  generale Videla) è così agghiacciante da rendersi difficilmente credibile; per questo ho rinunciato a inventare e mi sono limitato a raccontare.

Efrem Parodi, trentacinque anni, è il nuovo professore di Storia contemporanea della Piccola Città, nel nord ovest dell’Argentina. Quando arriva in Sudamerica vuole solo inseguire il miraggio di un Nuovo Mondo, dimenticare il proprio passato e lo squallido presente dell’Italia.
Alicia, seduta in prima fila, è l’alunna più brillante del corso. Lui ha il carisma, lei una bellezza selvatica che non lascia scampo.
I due si osservano, poi si cercano con gli occhi e poi lo sguardo non basta più: quando infine si accende, la loro passione sembra assorbirli totalmente e placare le inquietudini di entrambi. Ma sotto quel carisma e quella bellezza si nascondono tragedie irrisolte, ferite aperte e profonde come quelle che ancora lacerano il continente sudamericano. E se le ferite tornano in superficie, l’amore si trasforma in follia. Mossi da una comune ossessione, Efrem e Alicia si spingeranno fino alla fin del mundo, in una ricerca destinata a riannodare i fili che uniscono l’Italia all’Argentina, i fili dell’emigrazione ma anche quelli che legano la P2 di Licio Gelli e il Vaticano alla feroce dittatura militare degli anni Settanta.
Partito dal poliziesco, Perissinotto approda, con il suo ottavo romanzo, a una detection diversa, che si snoda tra gli incubi e i fantasmi della Storia. Questo libro diventa così un lucido viaggio nella coscienza di un uomo e di due Paesi, un percorso che propone senza ipocrisia il tema della vendetta come consolazione dell’innocente di fronte alle mostruosità del potere.

Per vendetta - Il booktrailer

Al salone del Libro di Torino sconsigliato nominare P2 e Vaticano

La polemica

Al Salone del Libro, sconsigliato nominare P2 e Vaticano

Cari amici, forse l'avete letto venerdì 7 maggio su Il Fatto quotidiano (leggi l'articolo), ma se vi è sfuggito, provo a riassumere i termini della questione, provo a spiegare come Rolando Picchioni, presidente della Fondazione che promuove il salone, non mi abbia censurato in senso stretto, ma abbia fatto in modo che la presentazione del mio romanzo Per vendetta slittasse dalla domenica alle 16.30 (orario di massimo afflusso di visitatori) a un più tranquillo lunedì alle 18.30 e soprattutto abbia cercato di cancellare dal programma il sottoltitolo dell'incontro "La dittatura argentina tra P2 e Vaticano". Non è che non si possa parlare di Argentina, ma la P2 e il Vaticano, che nella dittatura sono immersi fino al collo, non devono essere nominati. Per quali motivi? Forse perché con la nuova aria che tira in Piemonte è meglio non essere troppo irriverenti verso l'irreprensibile comportamento degli alti prelati cattolici, specie durante l'ostensione della Sindone. O forse perché l'onda lunga della P2 si sente ancora. Fate qualche ricerca su internet e ve ne accorgerete.

Per uno strano gioco del destino, è stata trasmessa proprio venerdì 6 maggio un'intervista da me rilasciata il 24 aprile a Rossana Maspero della Radio Svizzera Italiana sul tema della censura; la trovate cliccando qui e vi parrà facilmente profetica.

Domenica 9/5 è poi uscita un'intervista su La Stampa (Intervista su "La Stampa" (9/5/2010)) in cui segnalo un errore (o mio o della giornalista): là dove si parla della canonizzazione di Escrivà de Balaguer, il nome del pontefice deve essere Giovanni Paolo II e non Paolo VI. Nel libro, in ogni caso, il nome è quello giusto.

Lunedì 10 maggio, La Stampa dà nuovo spazio alla vicenda: leggi.

Qualche considerazione aggiuntiva:

A proposito della sua iscrizione alla Loggia P2, Rolando Picchioni, presidente della Fondazione per il libro, la musica e la cultura, dice: "E' un peccato originale dal quale sono stato assolto ovunque: dai probiviri del mio partito, dalla Commissione Anselmi, dal Tribunale di Roma e, da parte mia, ho denunciato Licio Gelli, credo che debba esistere un diritto non dico all'oblio, ma insomma..." (La Stampa, 10/5/2010, p. 56).

Io mi permetto di dire:

1) E' curioso che chi presiede un Salone del Libro intitolato "La memoria svelata" reclami per sé una sorta di diritto all'oblio.

2) Il peccato orginale è, secondo la dottrina cattolica, quello che spiega una nostra inclinazione al male, è la colpa dei padri (Adamo ed Eva) che condiziona il comportamento dei figli. Tutti gli uomini, tranne la madonna, sono nati con il peso di quella mela rubata nell'Eden, ma per fortuna, il peccato originale della P2 ha riguardato solo un numero ristretto di persone: perché continuare ad affidare proprio a loro incarichi di così alto prestigio? A 70 anni i professori universitari devono andare in pensione, perché i politici che hanno vissuto, talvolta senza colpe e senza troppe implicazioni (e di questo faccio fede a Picchioni) una stagione torbida non possono godersi, una volta superati i 70, una tranquilla e serena pensione?